DI ROSENBERG
MELODRAMMA IN DUE ATTI
Di KAPFRESENTAKSI
nmmB sa
11 Carnovale i838
Dalla Stamperia Dova, Contrada dell' Agnello
iV 962.
•
PERSONAGGI
EUFEMIA f Principessa , moglie del
Signora Groou Lucia.
Conte di ROSENBERG
Signor Sehmats* Valentino.
CHIARA, loro figlia, sotto il nome di Olimpia
Signora GiAansoari Livia.
Marchese di VA.LMOBE
Signor àjknibalb B&ambìlla.
MONTALBANO, creduto padre di Chiara
Signor Ambrosi»! Paolo.
MICHELOTTO , al servizio del Conte
Signor Fohtana Nicolao.
MARCELLA , castalda f di lui moglie
Signora Zamperini Carolila.
OORO
Cavalieri * Dame - Damigelle
Vassalli » Vassalle - Contadini.
statisti
Gentiluomini - Guardie * Scudieri - Paggi
Domestici - Villici - Villanelle.
V azione , in un Principato sul Reno ,
nel castello e adjacenze della Principessa Eufemia.
I versi virgolati si ommettono.
LUIGI RICCI.
Maestro al Cembalo
Signor Angelo Fro ridoni.
Primo Violino, Direttore d* Orchestra
Signor Bernardo Ferrara.
Prima Viola
Signor Gallarati Gaetano
Primo Violoncello
Signor Sfurio ni Giuseppe»
Primo Contrabbasso al Cembalo
Signor Ar pesarti Giovanni.
Primo Flauto
Signor Pizzi Francesco.
Primo Clarinetto
Signor Candii Benedetto.
Primo Oboe
Signor Lampugnani Cesare.
Primo Fagotto
Signor Miglia* acca Lwgi.
Primo Corno
Signor Fabbrica Giovanni.
Prima Tromba
Signor Araldi Giuseppe.
Maestro e Direttore dei Cori
Signor Luigi Pellegrini.
Editore e proprietario della Musica
Signor Francesco Lucca.
La Compagnia venne formata dal signor
GIOVANNI BATT. BONOLA
Agente Teatrale del Regio Teatro Italiano a Parigi.
SCENA PRIMA.
Cortile della Fattoria. Al di là a meni ss ima campagna
Apriche colline. Casa di Vlarcella a sinistra.
Dalla campagna s'odono suoni dì strumenti campestri:
Vassalli^ Contadine, Villici, scendono nel cortile.
Coro iSenti ? sentii dal casale...
Là dai colli... d'ogni intorno,
Que1 concenti ... bel segnale
Della festa di tal giorno.
Accorriamo - ci apprestiamo*
Oh ! qual giorno fortunato
Questo mai per noi sarà.
Ricordato - festeggiato
Da' cor' grati ognor sarà.
ti Omini La Principessa , nostra Signora ,
Che triste, oppressa, languì finora,
Già risanò , lieta tornò»
Donne II di lei s^oso, dopo tant1 anni ,
Da lei diviso , scorsi in affanni >
In sì bei dì - s1 attende qui.
Uomini Per celebrare il suo ritorno
Dall1 annuo debito ci sollevò.
Donne Per festeggiare cosi bel giorno
Doti magnifiche per noi segnò
Tutti Oh qual giorno fortunato!... ( s* ode suono di
cornetta : Mar. si presenta ad un balcone
di sua casa osservando»
6 ATTO
Coro Ma questo suono I
Mar. (sventola un fazz.) Ah ! è desso.», è Michelotto !...
SCENA II.
MichebttOy e detti.
Mie. Wlarcella ! ... (gridando con piacere.
Tutti Eccolo !
Mar, Vengo.
Mie. Amici ! Vi saluto. ( tutti abbracciano Mie
T „. i Evviva 1 !
\ Amici ! > Il ben tornato! - Il ben venuto!
Mar. Marito!!
Mie. Dai connV di tutto il Mondo,
Che girai da cima al fondo ,
Torno alfine a' patrj lidi ,
Sano e salvo a riposar.
Quel che vidi e che passai
Non potete immaginar.
Vi farò trasecolar. ( Mar. corre in casa e I
porta una bottiglia. 1
Coro Siedi intanto e ci dirai ...
Mar. Prendi flato , ti ristora ... ( porgendogli da
Mie. Tu sai quei che mi bisogna. bere.
Il Borgogna! - il mio gran gusto! ( beve»
Mia Marcella, ancor sei bella ^ (guardati-
Ed io pur , veh ! ancor robusto. dola.
Infra tanti patimenti .,
E pericoli ... e spaventi
Mi ho saputo conservar ...
E la posso ancor contar.
Tutti Conta dunque - ansiosi , attenti ,
Noi ti stiamo ad ascoltar.
Mie. Vi farò trasecolar.
Tinti Grosse, al solito, compare,
Guarda ben non le contare
Mìe. Voi sentirete cose stupende , ( Coro ) Veh 1
Casi incredibili - scene tremende.
Trenta burrasebe - venti aggressioni. Oh!
Vidi trecento « e più nazioni; Burnii !
\ PRIMO ^
Mostri - le belve più fiere e strane;
I serpentoni colle campane. Ah!
Corsi la Francia - poi TAliemagna, Burnii! Bumh!'
La Russia l'Affrica - l'Asia- la Spagna
Poi nell'Italia, giardin del Mondo 3
Noi ci fermammo a respirar.
Tutti Or dell' Italia ci dèi contar.
Mie. Esaltar quel bel paese
Abbastanza mai poss' io!
Ma ... Milano è V amor mio ,
E città eh' egual non ha ...
Ed il bumh qui non ci sta :
E la pura verità.
Tutti Questo è vero : già si sa.
Mìe. Tutto incanta per vaghezza :
Ti sorprende per richezza:
Che teatri ! che bel corso !
Quanto lusso ! - che concorso !
Un mangione qual io sono
Trovai tutto all' ultra buono ,
Brava genie! - di gran cuore .
Sì gentile 1... e poi '{ ... e poi I
Donnin bei come V Amore ,
Tutte grazia e fedeltà ...
Ed il bumh qui non ci sta.
Tutti Un tanti n ce ne starà
Sopra quella fedeltà.
Mìe. Ah! Milano è la città
Cui V eguale non si dà,
Che lasciare non si sa.
Tutti Questo e vero : già si sa ,
E felice chi ci sta ! ( il Coro si di spi
SCENA IH.
Michelotto , e Marcella.
Mie Un altro abbraccio > moglie mia!
MfM Ma quii
Tuoi cari Donnin bei!.- (; contraffacendolo
Mlc- Son bei davvero;
8 ATTO
E certe popolette !.. Ma tu m* eri ( toccando il
Sempre qui . e niente, veh, niente. cuore.
Mar. Eh... birbone!
Orci dimmi : e il padrone ? ...
Mie. Smontò a Corte.
Mi mandò a prevenir la Principessa ... J
Sarà qui a pranzo - io mangerò per lui.
Mar. Perchè? Sta forse mal?...
Mie. Mal ... no. - Ma dopo
Certo caso ... per cui ... ( ma in gran segreto! )
Prese , nè so perchè , sommo interesse ,
E g'i costò gran pena : egli rimase
Di così triste umore !
Mar. Qua] caso ? dimmi.
Mie. Un caso che fa orrore.
Se n' è parlato già per tutto il Mondo»»..
Quella grand* assassina , quella Chiara
Di Moutalbano , che fu condannata
Per omicidio o
Mar. (Cielo! Olimpia!)
Mie. Un mostro
Di crudeltà a vent' anni appena, Or questa
Dovea sposar un giovin gran Signore ,
Già vedovo , il Marchese di Valtnore.
Egli avea un figliuolin di primo letto „.
Eìla , pareva almeno , amava il padre ,
Ma le spiaceva il figlio, unico erede
Dei beni di Valmore ; e una mattina
{ H povero Marchese era lontano)
Colei gli uccise il figlio di sua mano.
Mar. Eìla non fu , è incapace
Chiara di tanto orror.
Mie, (sorpreso) Come lo sai t
Chi te T ha detto ?
Mar. f inavvedutamente J Ella.
Mie. Che?...
Mar. ( rimettendosi ') Olimpia.
Mie. Olimpia ?
E chi è Olimpia ?
Mar* Essa è un Angelo-, condotta
PRIMO 9
Qui dal pio Solitario, il Padre Arsenio,
E caldamente a me raccomandata,
Qui da tutti è adorata.
Ella vien da Parigi»
Mie. Parleremo
Dunque di questa Chiara, lo Pho veduta.
Mar. (Oh Dio!) Tu l'hai veduta?... {inquieta.
Mie. Sì ..• dipinta
Sopra quei cartellon' elei ciarlatani .
In ritratti.
Mar. (Ah!... se mai!.,» (tamburi dal cm.
Mie. Cos' è ?
Mar, La Principessa
Che sorte dal Castello ; e qua se 'n viene.
(compariscono Guardie e Domestici che prec. Euf.
Mie. Qui ì ( sorpreso e con piacere.
Mar. A far visita a Olimpia, (con compiacenza
Mie. Quest' Olimpia
E1 dunque? ...
Mar. A lei carissima.
Mie. Vederla
Mar. Eccola , che dall'' orto ella già incontro
Muove alla Principessa. Già i Vassalli
Giulivi la festeggiano.
Mie. E ancor io
Poi le voglio ossequiar V omaggio mio.
(Vassalli^ Donne che festeggiano Chi.
SCENA IV.
Chiara offre un mazzo di fiori ad Eufemìa.
1 Vassalli^ le Donne si presentano rispettosi alla
Principessa.
Coro A voi soggetti ... - a voi devoti,
I nostri affetti , - i nostri voti
La cara Olimpia v* esprimerà.
Sul labbro amabile dell' innocenza ,
Nel bel candore - di puro amore ,
Riconoscenza vi parlerà.
I O ATTO
Chi. Voi mirate in si bel giorno, (ad Euf
Tutto gioja a voi d'intorno:
Ogni aspetto, ed ogni accento
Non esprime che contento ...
Quel contento che divide
Con voi tenero ogni cor.
è oche j| Cielo a voi «orride
In più vivido fulgor.
Coro Più bel giorno mai si vieta ,
Mai provò tal gioja un cor.
Chi, Sin quest'alma sventurafa
■ Alle pene condannata..
Cui mai raggio di contento
Più sorrise e consolò.;.
Par che in questo bel oioraento
Già respiri dall* affanno*
Già da un anno - questo core
Tanta gioja mai provò!
Coro A gioir t'appresta ornai;
Qui il tuo foto $i cangio*
Mìe* Viva la nostra Principessa (con entusiasmo*.
Mar. Evviva
| Olimpia sua l
Euf, Ben grata > amici miei ,
Io sono al vostro affetto. Interverrete
Oggi al Castello, e là festeggerete
Del mio sposo il ritorno»
Mie. E boteremo...
E , a onor suo , mangeremo»
Euf, Michelotto,
Jo piemierò il tuo fido attaccamento
A Rosenberg. (Mie le bacia la mane
Mie. Altezza*.. Or son contento. ( partt
Euf. Ritirati , Marcella.
Mar. Coraggio ! (piano a Chi* parlendt
Euf Olà, nessun qui innoltn
PRIMO
II
SCENA V.
Eufemia , Chiara , in ultimo Marcella.
O,
fv vieni ,
Diletta Olimpia, a questo seno! (l'abbraccia
( rispettosa. ) Altezza ,
Tanta bontà «ti
(la bacia J 7A un bacio* Gh figliai...
( con espressione J Ah I questo
Si Prezioso nome !...
M* è in te sì caro ! e non so dirti come
Nel!' abbracciarti , in dirtelo m' illudo
Soavemente. Io fui madia,
(con compassione ) E perdeste?.-
Unica figlia «« che d1 età conforme
A te sarebbe. „ Già segreto nodo
„ M' univa a Rosenberg , d* illustre sangue ,
Ma non sovrano. Il Principe mio padre
„ Mi scegliea regio sposo. Jo rifiutai s
„ Il mio nodo svelai Rapida fuga
„ Mi salvò Rosenberg, che colla figlia
„ Riparò in lontao suolo
w Quanto, misera, allor fu il vostro duolo !
„ Qui relegata .« intercettati i fogli ,
„ Io, per tre lustri, ne ignorai la sorte,
„ Del mio padre alla morte (or presso è un anno)
„ Salì al trono il german , leale , a etico
„ Di Rosenberg amico.
„ E richiamò il cognato » e appresi allora
„ Spenta la figlia. „ Inconsolabil o* era.
lo te vidi e non so qua! vivo , ignoto,
Irreprensibii moto
Mi sospinge a cercarti*,
Mn bisogno d'amarti... d'esser teco
Ah 1 qui pure , o Signora... ( con espansione,
( lieta ) E dunque ornai
Più non esiterai di viver meco,
Amica ... e figlia del mio core.
12. ATTO
Chi. Altezza ...
Voi non sapete...
Euf. Io so che t' amo , e voglio
Oggi al mio sposo presentarti. Pronti
Già son per te ricchi vestiti, arredi. (Man.
comparisce a destra , avvolto in nero man-
tello, poi si cela dietro un albero.
Marcella 1 Da qui a poco ( a Mar, che arriva.
Olimpia mia al Castel mi guiderai : ( avviami.
E là, mia cara, più mi lascierai. (Chi. ac-
compagna Euf che V abbraccia e bacia.
Mar. Fatta è la vostra sorte. Allegramente!
Chi. Buona Marcella 1 Io vidi
Sorridermi la sorte un* altra volta
E fui repente nell' abisso avvolta. ( entrano.
SCENA VI.
Montalbano, avanzando nel cortile , osserva d3 ìntorr>o
nel! che m'avviene! Io non traviddi. Chiara
In questi luoghi! Sì vicina, e cara
Tanto a sua madre... che baciolla!... E quakjd
Destino a me fatale
Qui la condusse ? Io fremo»
E s* ella atfin palesa in me ... già tremo I
11 reo di quel delitto,
Di cui porta la pena.», che trafitto
Fu da me il figlio di Vajmor 1 ... sarei
Perduto allor. Costei
Meco si tragga , e ... - Montalban , che fai ? .<
Nuovi delitti 1 e non ti penti mai ?
Taci, terribil voce,
Che d1 avvilirmi tenti :
Invan , rimorso atroce ,
Tu mi tormenti il cor!
La mia salvezza esige il colpo, e Chiara...
( osservando verso la casa sinistra
Ma opportuna s1 avanza L. Ecco 1* istante
PRIMO l3
SCENA VII.
Chiara , e Montalbano in disparte.
E di
già un anno! e quante
Sciagure ! ... e quante lagrime ! • e V autore
De' miei mali *., che orrore ! è un padre !
(avvicinandosi) Chiara!...
Qual voce I ... 11 nome mio ! ... ( colpita.
E chi ? ... ( volgendosi,
( scopresì J Guardami.
(con grido ) Ah t Voi !
(con voce dì fierezza) Resta..
(tremante.) Gran Dio!»..
Perrhè fuggi da un padre che fama?...
Voi ! mio padre ! - Io più padre non ho.
Vieni, segui chi salva ti brama.
Io?*, seguirvi?.». Qui prima morrò!...
Non rammenti ! ... ( con fremito.
( con amarezza ) Pur troppo ! Sì ... tutto.
Il mio sacro diritto ...
(con pena crescente.) Spietato!
Voi medesmo V avete distrutto ...
Voi che avete una figlia immolato...
Una figlia „• innocente ... felice ...
All'infamia... al supplizio... all'orror.
Che vuoi dir ? ( con/uso.
Forse il ver non ho detto ?
Su me forse... sospetto?...
Sospetto !
Tutto videro queste mie ciglia I
Ciel ! la figlia che accusa suo padre I
Questo colpo mancava ai mio cor.
Nò Si! sapeva morir questa figlia
Per salvargli la vita e V onor.
(a 2)
Chiara Montalbano
Già mi guidava Jo deplorai
All'ara Axnore: Tua cruda sorte.
l4 ATTO
Tutto io trovava Io ti salvai
Nel mio Valmore... Da infame morte:
E tutto ... o barbaro Schiuso quel carcere
Perdei per te. Ti fu per me.
Non v1 è una misera E tu sì barbara
Al par di me... Mi dai mercè!
E son sì misera , Padre piìi misero
Crudel , per te. Non v' ha di me.
Mon, Vieni ornai...
Chi. Non lo sperate.
Mori, Di resister tenti invano.^ (afferrandola,
Chi. V'arrestate... quella mano... (staccandosi
Stilla sangue. (s'avvia verso la casa,
Mon. ( Oh rabbia ! ) Resta.
Trema ch'io... (minaccioso
Chi (elevandosi) Qui a un cenno mio
Gente accor ... fuggite ... Addio. ;
(a a)
Chi* V accompagni quella pace
Che sperar più a me non lice.
Obbliate un'infelice
Che lasciate nel dolor.
Vi pentite - rammentate
Che v1 è un Dio vendicator.
Man, lo ti lascio , figlia audace :
Quanto son per te infelice I
Insultar più a te non lice
Un dolente genitor.
Ma, paventa - ti rammenta...
Che a tremar ti resta ancor. (partoni
SCENA Vili.
Camera nel Castello.
Guardie > Paggi, Cavalieri che precedono
ed accompagnano Rosenberg, ed Eiftmio.
Ros. Adorata consorte ,
Dopo tant' anni , al fin torno al tuo seno.
6
PRIMO I t)
Come lieto rivedo queste soglie ! ...
E mi è dolce lo scorgere <¥ intorno
A quanto mi circonda
I segni del piacer che il cor t' inonda.
Eufi, Una campestre festa ...
Ros. E prevenisti
Ji mio pensiero. - Tributarti omaggio
Desia , nel suo passaggio ,
II Franco Ambasciatore,
Marchese di V almo re.
Euf. V infelice ,
A cui perfida amante
. Il figlio trucidò?
Ro*. ( scosso) ( Dio I ) Si ,
Euf Ztjtkpinniè
Ho di già le sue pene
Ei s'onori qual merta , e a noi conviene.
SCENA IX,
Rosenberg, indi Montalbano,
(parie.
Ros, ivyjiisera I e tu non sai !.,.
Mon. Rosenberg ! { sulla porta,
Ros. Montalban ? • qui? - Come mai?
Mori. Io qui veniva a chiedervi un po' d' oro ,
Onde recarmi all'Indie.
Ros* E voi F avrete.
E quella sciagurata I ...
Mon. Ella è fuggita
Dal suo ritiro.
Ros. ( turbato ) E adesso ? . .. x
Mon. (sotto voce, e cupo) E qui...
Ros. (colpito) Oh destino!...
Mon, Sotto il nome d1 Olimpia ...
Ros. ( agitatissimo ) E già vicino
È Val more.
Mon. ( scosso ) Oh periglio ! ...
Ros. S* e» 1' incontra! ...
Mon. E se si scopre ! ...
1 6 ATTO
Kos. Allontanarla. E voi., (marcalo*
Voi «*« suo padre ... astringetela.
Moti. Ahs«. colei
Resiste accenni miei. (pensa.
Ros. Dunque ? ...
Mori. Sì - allontanarla ad ogni costo.
Avete un uom di tutta confidenza,
E di cuor ! ...
SCENA X.
Mìehelotlo sulla porta , e i precede mi.
Mìe. li ccellenza ! ...
Sono a' vostri comandi.
Ros. ( a Mon. vegendo Mie. ) ( Eccovi 1* uomo. )
Mie. (Che brutta faccia!) E sono ben contento
Della vostra cucina,
Della vostra cantina... e d'una borsa
Che mi donò la buona Principessa
Ros. E da me pure un'altra or tu n' avrai t
Se servirmi saprai fedele , ardito.
Mie. Con me non vaglion borse. Comandate :
E dove, e in quanto io possa.
Eccomi qua, Eccellenza , in carnè e in ossa.'
Mon.. Pare un brav1 uomo. ( a Ros.
Mie. E il son.
Ros, (Qual ci conviene.) (*J
Mie. Insomma, che ho da fai ? (*) ( piano a Mon.
Ros. Ascolta bene
Vedi quell' uom? (segnando Mon.
Mìe, Lo vedo...
E a genio non mi va. (piano a Ros.
Ros. Pure è un buon uom.
Mie, Sarà.
Ros, Come a1 comandi miei
Servire a* suoi tu dèi.
Miet Ebben si servirà.
Ma...
!7
Ros.Mon
Mie.
Mon. m
Ras.
Mie.
PRIMO
Qui non c1 entra il ma.
Ardire e fedeltà.
Eh ! ardire e fedeltà.
( Che diavolo sarà ? )
Alla porta del castello,
Quando notte si fa oscura,
Tieni pronta una vettura
E volare si dovrà.
Lasci far : si volerà.
Ma, in vettura chi ci andrà?
Questo è quel che non si sa.
Zitta: ardire e fedeltà.
Bene: ardire e fedeltà.
( Qualche diavol qui ci sta )
e si tratta di servirvi
In azione degna , onesta ,
Michelotto vi si presta ,
E la festa lascierà.
Ma,,.
* Obbedienza e fedeltà
J E la borsa ci saia.
( Ehi obbedienza e fedeltà.
(Nel tumulto delia festa (a parte con R@#l
Io là trar saprò colei:
Se resiste aJ cenni miei
Arte , forza usar saprò.
Del supplizio coi terrore
A faggir T astringerò,)
{ Nel tumulto della festa
Far potrai sparir colei:
Arte e forza usar tu dèi ,
La mia pace a te dovrò.
Tu conosci questo core :
Degno premio a te darò, )
(Chi sa mai che storia è questa 1
Discorrendo van tra loro.
E segreto il concistoro,..
Niente ancor capir ne so.
Ma quel ceffo non mi piace:
Sempre un birbo il crederò. )
Al
l8 ATTO
Mori. Tu dunque capisti ?
Mie, Capisti.
Ros. Mi fido.
Mie, Si fidi , Eccellenza,
Ros. Moti. Prontezza , prudenza.
Ros. La borsa ...
Mie, ( marcato) L' onore ...
L1 onor di servirvi.
Sì degno Signore
Servir come va.
(a 3)
Ros. e Mon.
All' ora fissata ...
Cavalli e vettura.
Mi fido a tua cura,
Tranquillo mi sto.
A tutto galoppo ..
Spronando, frustando,
Va sempre volando.
Sei bravo , lo so.
Fn ben , Michelotto ,
Premiarti saprò.
(a Mie.
( con malizia,
Michelotto
AH* ora fissata ...
Non abbia paura .
Cavalli , vettura
Là pronti terrò.
Al trotto, al galoppo.
Spronando , frustando :
La strada , volando,
Signore, farò.
(Non son Michelotto
Se non te la fo. )
(Ros e Mori, partono; Mie. li .segue
SCENA XI
Marcella.
Sigli parte. - Volea la Principessa
Al Conte presentar la beila Olimpia ,
Che par più bella ancor, da lei vestita
Cogli abiti da Corte.
Or fatta è la sua sorte» - Io son contenta.
Oh ! già detto io V aveva :
Il Ciel premiar tanta virtù doveva. (parie.
PRIMO 1 9
SCENA XII.
Sala nel castello. Da un arco in prospetto si vede
un giardino»
Scudieri, Cavalieri) Paggi e Dame che precedono
Rosenberg , ed Eufemia : in mezzo di essi il ATar-
ckese di Palinone* Verso Valmore cantasi il ' seguente
NCoro
e\ campi dell* onore
Fior de' Frodi
La gloria ognor Valmore,
Celebrò.
E cantò il Trovatore
Le sue lodi.
D1 alma gentil , benefica ,
Caldo o° onor , di fe ...
Valmore è amor de1 popoli ,
L' amico dei suo Re.
Valmore I - e qui V attendono
Di chi t' ammiro i plausi ...
Omaggi al tuo valor ,#.
Al tuo luì core.
Viva de' Prodi il fior !
Viva Valmore !
Vai Grafi a me sono i sensi
De* cari prodi miei »
Caro è ¥ inno de1 forti || j
I perigli a sfidar a vezzi in campo;'
Alfiq q lesf alma afflitta
Vidde brillar di dolce speme un lampo I
( Ah ! sr asconda il mio dolore,
Ne mi turbi in lieta festa
Un immagine funesta ,
Che quest1 anima rapi !
Sento ancor del figlio i gemiti ,
Veggo aperta la ferita I
Par che al padre ei chiegga aita ( ».
Nera immagin di dolor. )
Cero Che ti turba o Valmor ?
20 ATTO
Val Miei diletti , a voi s? asconde
Quale arcano in me si serra,
Qua] d'affetti cruda guerra
Si combatte in questo sen !
Voto Degli affetti cruda guerra?...
Ah 1 si calmi nel tuo sen.
Vai ( scuotendosi e forzandosi di mostrarsi illare )
Rivivo ai lieti giorni
Non sento i rei martiri
Non più de* miei sospiri
Quest* aura eecheggerà.
Se tregua han qui le pene
D* un infelice amore ,
Tutto abbandono il core
In braccio ali* amistà!
Coro Duce d' elette schiere
Splendor del soglio e onore ,
Tutto abbandona il core
In braccio all'amistà.
Euf. Io vado lieta, altera
D1 ospite cosi illustre, e ben felice
io mi terrò , se questa ,
Che gli offre l'amistà, campestre festa,
Sollievo porga alle sue pene»
Val Al vostro
Nobile sposo è nota
L' atra sciagura mia.
Ras Ne voi potete
Comprender quanto ne soffersi , e quanto*
Per quel!' indegna ancor...
Euf: Volitatilo intanto
Or a letizia il cor. Lieti concenti
Precedano le danze. Andiamo.
SCENA XIII.
Marcella \t fremente , e i prendenti.
Mar. (verso Euf) /ijuto!
Gente a cavallo ... in arme 1 ...
Sufi Ch 'è a v ve ii ut o?
FRIMO 2 1
Mar. Olimpia...
Euf. Ebben I
Mar. Ci viea rapita...
Euf ( colpita) Oh Dio!
Guardie... Scudieri... andate
S1 insegua: senza lei non ritornate,
(partono alcune Guardie*
Ma, dimmi, come... e il rapitore?
Mar. E un uomo
Con un gran cappello^ , ceffo bandito...
Una vostra carrozza, e quel briccone
Di Michelotto u ura il postiglione.
Euf. Rosenberg! (fissando R&s.
f ai Quest' Olimpia ? ...
Kos. Saprete tutto.
Euf. Qualche trama !
Me. (di dentro) Viva 1
Euf Qual voce ?
Mar. Michelotto ! In punto arriva.
SCENA XIV.
Michelotto da postiglione t e j precedenti*
Mie. (carrozze di ritorno !
L' eroe de1 Postiglioni ì
Il gran Corrier dei giorno
S* inchina a1 suoi padroni.
E , grossa piti del solito ,
La mancia n1 otterrà.
Mar. Sì , grosse bastonate. ( con ira.
Euf I)' Olimpia mia che festi ? ( con sdegno*
E dove la traesti ?
Mie. Facendo un demi- tour ( scherzoso.
Bellissimo a droite9
L1 ho ricondotta qua
Mar. Ti rendo T amor mio. (contenta.
Euf. Saprò premiarti anch' io
Mie. Grazie •..
Ros. E tradisti gli ordini (severe*
Di me... di quell'amico?...
2 & ATTO
Mie* Amico a voi quel Diavolo?-,
signore . perdouaterai ,
Sòq vostro servo antico}
Ma allor mi comandavano
11 Cielo e la Pietà.
Val, Ma quale è quest' Olimpia ,
Che tutti si interessa ?
Ros. Valmore ! . .. ( mai caio.
Euf. Tutti Or dinne.
Mie, Uditemi
10 stava a bevere per reficiarrni :
L'amico... Diavolo, viene a chiamarmi
La pippa in bocca... la frusta in mano,
Monto a cavallo , e mi allontano.
Da li a non poco ... un grido acuto
Dalla carrozza; poi sitato... stjutoì ...
Mi volgo, e chiedo: Che cosa c'è?
L'amico... Diavolo: Va bada a te* :
Olimpia: Salvami'^ dicea piangendo,
Quell'altro... Corri, in tuon tremendo,
Élla pregava ... ei bestemmiava.
Voglio intromettermi, provo a fermarmi,
Quel Satanasso pon mano all' armi :
Contro me inarca una pistola ,
E tiene Olimpia stretta alla gola.
Fra me allor dico , questo è un briccone:
Qui c'è un intrico. 11 mio padrone,
Ch'è uom d'onore, d'ottimo core,
IN'on può dar ordini di crudeltà.
Quando il saprà non griderà :
Anzi, premiandomi, bravo ! dirà.
Pensato e fatto. Volto una strada ,
Quella canaglia non sa ove vada :
Volo all' oscuro come un uccello :
Trovo le guardie , giunto al casiello
Più allor del Diavolo non ho paura :
Consegno a loro la mia vettura ...
11 mio padrone tutto ora sa...
Quello che vuole di me farà.
Ma il di lui cuore ch'è tanto buono...
PRIMO 2 3
Certo ne sono , - perdonerà
E a Michelotto , bravo! dirà.
Tutti Premio ti meriti ; non che perdono :
E con noi, bravo! ripeterà
K0S4 ( In qual cimento ora mai sono !
Come battendo iì cor mi va! )
SCEMA XV.
Guardie, Chiara in ricco abbigliamento scapigliata ,
correrà verso Marcella; Montaibano la segue.
Mar, JCiCCO Olimpia !
Euf. {a ChL) Ahi vien mia caia..
(tutti accorrono verso ChL Fai * s* avanza per guar-
darla. I loro occhi s' incontrano, si riconoscono.
Chi. Oh! Signora! Dio! Valmore!
Val Giusto Ciel! Tu! Chiara!
Tutti (con sorpresa e fremilo) Chiara I
Ella Chiara!...
Val. Ros. Chi. Qual orrore !
Euf. Montalbano ... Vostra figlia?... (esitando.
Mon. Ah! pur troppo! indegna figlia!;
-Ros. (Oh! supplizio! ed è mia figlia!
'Chi. Sventurata! A tutti oggi ito
Chiara è dunque ognor d' onesti
Tutto or sento, oh Dio!, ii rigore
Della mia fatalità.
(Ah ! soffrir Y irato aspetto
Del mio bene il cor non sa!)
Tutti Come mai con quell'aspetto {meno Chi.
D'innocenza , di candore ,
Ella chiude sì reo core ,
Tal perfìdia e crudeltà?
Mar. Mie. Euf. Ros. Coro
Eppur desta nel mio petto
Col!' orrore la pietà !
Mon. ( Ahnìo il cor mi batte m petto:
Ah ! colei tremar mi là.)
3 4 ATTO
Z7^/. (Ah ! si fugga da un oggetto
Che già troppo orror mi fa( (per allontan*
Chi. Ah ! no, Valmor, fermatevi; (con desolazione*
Da me, deh, non fuggite:
I! grido d1 una misera ,
Dei!1 innocenza udite ;
Permesso a voi d' intenderlo
Forse più mai sarà.
Fai. Dell' innocenza ! Barbara! (con indignartene.
Osi vantarla ancora ?
Va , dal mio sguardo invòlati.
Tu mi funesti ognora.
Mai più vederti % intenderti
Va Imo re ornai potrà.
Chi. Dio / Tu lo saiU (come vacillando.
Mar. ( ^reggendola ) Qua , misera ;
E calmati un momento.
Euf Signor d' una colpevole (q Vài*
Quello non è l'accento.
Fai. Mentir lo «a la perfida.
Kos. ( Quale per me tormento ! )
Uu. No perfida... no, barbaro ^ ( dtbìlmente.
Sono innocente... Oh DioI
E tutti rea mi vogliono... (come in delirio.
£ un solo !... (*) chi vegg'ioL. (*) (vede Mon*
Morh Tuo padre oppresso... misero,.* (con sim*
Chi. Mio padre!... Voi!... (come resp* con terrore.
Mon. ( come sopra) L'ambascia (tutti
Già delirar la fa» rimarcano quest'atto.
Chiara.*» (cercando avvicinarsi a leu
Euf. Caro Mar. Spavento fremito
In faccia al padre !
Me. ( a Mar.) Osservala: (Chi. e come
Jìiori di se: gira per la scena quasi cercando
O ch'ella non è figlia,.. un oggetto.
O eh1 ei non è papà.
Mar. Oh! ti dirò... (piano con mistero a Mie.
Chi. (a Fai) Ma guardami...
* Val more !... senti...
V il ( respingendola ) Lasciami»
Chi* Ed io non moro ancor !
PRIMO
a5
Val. Mon. Ras. e Coro di Cavalieri*
Va: troppo meriti - la tua sciagura!
11 Sol, mirandoti - horror s oscura:
Tace natura - nel reo tuo core :
Non pub quell'anima - sentir amore:
Ciel | leggi, onore • tutto hai tradito *
Va: la tua vista • orror n?1 fa*
ci
Sufi Mar. Mie. e Coro di Dame.
Oh! Come è orribile • la sua sciagura!
Contro la misera - tutto congiura:
Tace natura • del padre in core:
Sordo a sue lagrime - la scaccia amore:
Pure innocente - ognor la credo,
E di lei sente « il cor pietà.
Chi ( verso Euf Mar. e Dàme)
Ahi voi schiudetemi - le braccia almeno:
Ch'io possa piangere - morire ia seno
Di chi ancor sente • di me pietà.
Bea non credetemi - sono innocente:
Tutti mi fuggono - orror io desto,
E orror la vita - così mi fa. (vuol accostarsi
a Val egli la respinge. Euf. e Mar. le siamo presso.
FINE D£U*ATTO JP&IMO.
3
SCENA PRIMA.
Galleria come nell'Atto Primo.
Gentiuomini, Darne in gruppi v&'so la porta destra chìu?
Alcuni Vassalli m distanza t indi Michdotto*
ixtmmìn iihvmd vi - ìm Coro
Cav. Dame %ji orae sta? ( ci mezza vo(\
Gli altri i Ztl Ztl * Non si sa ,
E la stanza chiusa ancor,
mù » t iamo
Pian pianino carnmina^e •••
Sotto voce favell!^m° ...
a te
Non il minimo rumor.
Tutti Quella sincope violente
Che repente Y assali ;
Fè temere pe' suoi dì,
A partì Un gran caso I che infelice !
Ma è poi rea? così si dice»
Tutti E un mistero tenebroso:
Forse un di si scoprirà.
Mie. Come va? (sulla porta ad alta W
Tutti (piano ) Zt ! Zt i
Mie. (pianissimo) Come va?
Cora Non si sa.
Mie. Non migliorò?
ATTO SECONDO 27
Zoro Ma non vedi ? Non si sa, (seg. la porta
M/c. Ohi dal buco udrò... vedrò. chiuda.
Chiara è stesa là sul letto — (i7 Coro ripne*
Dura, dura., smorta, smorta...
Occhi chiusi » sembra morta ...
Il padron... la Principessa.,.
La mia moglie attorno d'essa*
Serio il medico sta attento...
Un lamento cupo... lenta..
Convulsioni della morte ! ...
Basta , b ista , fa paura ... (si spftcta daljia
Poverina ! e fa pietà ! porla*
Coro Ma 9 ovari pian! la porta s'apre.**
Or vedremo ... si saprà,
SCENA 11/ I
Eufemia, Rosenberg y e i precedenti, poi Marcella*
f
Euf. li o non reggo a quella £cena :
Ha di vita un soffio appena.
Ros. Della sincope è la crisi ,
E il periglio cesserà.
Euf. \ Ah! la pena , il vivo affetto ,
1 Ch' ho per lei non so spiegar.
Ros. j (Cor di padre, gemi in petto.
j E ti devi , oh Dio ! frenar. )
Coro ! Ansio il core sta l'effetto
* Delia crisi ad aspettar.
Mar. \ Buone nuove I ( sulla portt.
M»c. (con grido d* allegrezza) Evviva!
Tutù Zitto!
Mar $rè calmata, passò adesso
Dolcemente in gran sopore.
il Dottore nV ha promesso
Che. se dura quel riposo
E^li più non ha timor.
Tutti Ah ! quel placido riposo
Tu le serba , o Ciel pietoso ,
E la rendi al nostro amor.
a8 ATTO
Ah ! sì, speriamolo • che risanarla,
Che a noi serbarla • il Gel vorrà.
È calunniata - indegnamente ;
Chiara innocente - si scoprirà :
Chiara felice - trionferà, (il Coro si ritira
SCENA Hf.
Eufemia f Rosenberg % Michelotto, Mar cella.
Mie. fHh! guarirà per certo ì
E poi .. allegramente ì
Euf. Oh si: elvella sia resa a questo cuore!
Kos. Ma a lei chi render potrà più V onore ?
Mar. Se potessi parlar... (piano a Mie,
Mie. Ma tu che 6ai¥ (piano.
Mar. Uh 1
ISlc. Ma ?
Mar. Ztì
Euf. Conte; Un mistero tenebroso
Avvolge quest' orribile vicenda :
E Chiara n'è la vittima
Mar. È ben vero *
Ed io lo posso dir.
Kos. Ma qual mistero?
M ar. L ' a ssa s si n L . {con ra bòia.
M!c. (guardando) Quella è faccia d'assassino:
Suo padre*
Bos. (colpito) (Cieli)
Mie. Eccolo là in giardino f
Come un cospirator , cupo, pensoso.
La sua figlia moriva ...
Ed ei non ci pativa
Ros. ( La sua figlia!
Ed io 1 ... stato crudele 1 ... )
Mie. Già somiglia
La figura bruttissima al suo core.
Euf Io son sorpresa infatti.
Ros. Ecco Valmore.
Avanza lentamente ... triste ,„ oppresso.
SECONDO &g
Euf Misero. Al veder Chiara là morente,
Suo malgrado , ei soffriva.
Partì a celare il pianto che tradiva
11 suo cor.
M/c. {a Mar.) Moglie mia \
Lascìamli | andiamo via.
Mi dirai... (parie con Mar
SCENA [V.
Valmore, Rosenberg , Eufemia.
Vat u rincipessa ,
Con pena io m' allontano da. un soggiorno
In cui tutto m1 offria dolce lusinga
Di tregua a' mali miei. Vie più ostinato
Persegue avverso il feto un infelice ,
E qui di soffermar più a me non lice.
Euf. E voi non siete il sol che d* ostinato
Ognor più avverso fato
Provi il rigor*» Altri infelice ...
Ros. ( ad Euf. ) ( Eufemia ,
Ei ne geme.) Valmore , disposete.
Euf, Sembra che voi bramiate
lì suo partir. Restate ,
Signor, ve'n priego... almen sino a dimani ...
Forse... chi sa!... qualche inatteso evento.,.
Me ce lusinga il core
I fos. Chi più contento
Ne sarebbe di mei Ma... (Oh Dio I ... )
£uf^ Valmore
Voi dunque resterete ?
Fnl V obbedirà
Euf Forse mercè n' avrete. \{ parte con
Ros. Fai et altro lato.
SCENA V.
Tarte remota net parco del castello
Chiara si avanza cupamente concentrata,
GhL f eltro i- e più remoto h
3v
3o
ATTO
Deserto è il sito e tenebroso , quale
Lo cerca la terribile , fatale
Disperazion che mi trascina... a morte!
Sì , questa or è mia sorte.
Non è che un punto ... un colpo, e si finisce I
Più non si pena allora ,
Più non s' ama .. Oh ! si mora.
E tu, pietoso Dio ... (come colpita da un pens,
E se mai!,.. Deh! perdonami, (si getta ginoc-
chioni e $? appoggia ad un sasso colla testa
china sulle mani.
Dal pensiero scacciarla
lo voglio , sì , e no1! posso .. Io cerco invano*
Tumulto, o solitudine Dovunque..»
Ognora ... quelP imago , queir accento ...
Nel pensiero nel core ...
E t' abborro
Chi. (alza il capo) Valmore I
Val. (scosso) li nome mio!...
E ... illusion è questa !
Chi, Parmi ...
Vai. Ah, ! T empia ! ...
< hi Valmor ! ...
Fuggiam.
Resta , crudele , a pascere
Il fero tuo desìo.
Gioisci \ vedrai scorrere
Or tutto il sangue mio.
Qui di mia man la vittima
Ti venni ad immolar.
SCÉNA VI.
Walmorc tristissimo , e Chiara.
Val
a mesta !!
Val
Potea lasciarti vittima
Di legge punitrice.
So che la morte meriti i
SECONDO 3l
Io son per te infelice.
IVia vivi a tuo supplizio...
Più il Ciel non irritar.
Chi. Viver! Io? - Basta. - Fermati,
Chiudimi almeno il ciglio ...
Questo pugnai ... ( cava il pugnale.
Val. Ah ! Perfida I... (con racca*
Quel che m'uccise il figlio? priccio.
Chi. No ... eh* io non fui ! ...
Val* Palesami
Adunque P uccisor.
Chi. Si... Puccisor... (si ferma atterrita.
Val. Additalo...
Chi. Oh padre 1 (immobile.
Val Ebben! ...
Chi. Che orror !
Val. Vuoi tu ingannarmi ognor ? ...
(•'♦>)
Chi. Deh , rammenta que' felici (a Vili.
Di primier' del nostro amore !
L'innocenza, il bel candore
Del mio cor da te si amò.
E il candore questo core ,
L' innocenza ognor serbò.
Ma il destino P assassino
A celar mi condannò.
Innocente io t'amo ognora...
E cfamor per te morrò.
Val. Dove cono que1 felici
Dì primier' del nostro amore ?
L'innocenza, il bel candore
Di quelP alma dove andò ?
( Ah 1 fingeva quel reo core ...
E P amore m1 acciecò*
Eppur sento a quel!' accento ,
A que" sguardi , nel mio petto
Un contrasto ... un turbamento.
Debil cor! • Tu P ami ancora?...
Sì , dal sen ti strapperò. )
3*'
32 ATTO
Non ti resta che un istante ;
Parla ... dì ...
Chi. Sono innocente.
Val L'assassin del figlio mio?...
Chi. N®to è a Dio!... tacer degg' io.
Val. Ed io soffro 1 ... Oii iniqua ! - Va.
Chi. Qui... (*) Valmorl che crudeltà !
(*) ( toccandosi il cuore t
(a 2)
Chi* Ma verrà , verrà il momento
in cui puro , in suo fulgore ,
D1 innocenza il bel candore
Brillerà , trionferà.
Chiara morta allor sarà.
Tardi ailor pentito , ingrato,
La tua Chiara chiamerai...
Desolato piangerai ,
Fra i rimorsi, nel dolor.
La tua Chiara in Cielo allor
A te calma implorerà.
TPaL Ah ! rendeva un solo accenta
A me pace , a te V onore.
Ah! discolpa in tanto orrore
Quel reo cor trovar non sai
Pace più per me non v1 ha.
Troppo , indegna , sì , t1 ho amato.
Ma tu più non mi vedrai.
Vita orribile vivrai
Di tua colpa nel terror.
Nella tomba il mio doior
Calma sol ritroverà. (pari da opp. lati.
SCENA VII.
Stanza come nella scena prima.
Michelotto , pensoso t con atti dì sommo stupore.
Ohi - Veh! Povera Chiara! - Angelo vero
Di bontà, di pazienza! La mia moglie
SECONDO 33
M' ha confidato tutto. Ella sapeva
Tutto da Chiara. Montalban fremeva
Pel figlio di Valmor, Chiara un mattino
Va per baciar quel figlio, e vede un uomo
„ (Che riconobbe) escir , preoccupato
Dal suo delitto , dietro una cortina
„ Ella s'ascose; e, nel fuggir, quel mostro
„ Gittò , senza vederla , a' di lei piedi
„ Un pugnai sanguinoso. - Ella si svenne.
„ Giunse la Governante; si rinvenne
„ Chiara svenuta ancor, tinta dal sangue
Del pugnai che posava a lei vicino.
„ Venne accusata; tacque,
n E innocente soggiacque alla condanna
„ Per quel mostro ... ch'è lui, certo. ,, L' ho detto
Io sempre - al muso.*, un assassino! e fui
Indovin. ... ( riflette.
SCENA. Vili.
Montalbano entrando > e detto.
3 fon. \Jfua colui I (vhle Mìe*
Mie, (avviandosi) Ma adesso... Oh! (Liipum ...
E lupo vero, in jabulam.) Signore! ... (conriv.
Afon. Amico ! ( eoa affettuosa bontà.
Mie. Oh ! troppo onore
E grazie.
Mon. Sai tu dirmi
Come sta la mia figlia ?
Mìe. Vostra figlia?
(Proviamo) Male ... rcrale assai
Mòn. Davvero l
(Oh! morisse! - Il terribile mistero
Morirebbe con lei !
Securo ali-or sarei.)
Mie. (osservandolo,) (Par ch'abbia gusto..
Fa il bocchin l Eh ! )
3fnn. ( avviandosi verso la porta ) Voglio vederla.
Mie. ( opponendosi ) Scusi
Perete l
34 ATTO
Moti. Quale richiesta ? Non son io
Padre suo?
Mie. (fissandolo) Padre suo? - Sì ? l'infelice (maicato*
Per sua disgrazia, ha un padre... almen si dice.
Mon. Qual pensieri ... che vuoi dire?
Alte. (marcato) Discendete
Nel vostro cor», se voi., pur core avete.
Món. Come!., e ardisci? (con impelo) (prudenza!)
Mie. Ecco , udite., e... pazienza
Che l'antipatica - vostra figura
Desti... scusatemi - rabbia e paura;
Deila natura , - che vi die un ceffo...
Certi occhi, e tratti! • colpa sarà.
Ma quel ribrezzo - in una figlia...
1/ orror visibile - pel buon papà ...
Fa meraviglia ... - pensar ci fa.
Mon. La di lei storia , • pubblica ornai ,
La colpa orribile - tu già ne sai.
Il suo buon padre . . - uomo d* onore ,
D'eterna infamia * ella colmò.
Il suo rimorso , - di sè \* orrore
In faccia al padre • celar non può.
Figlia sì perfida - a me toccò.
Mie. Figlia si pei fida! * e voi... (scudate!)
Voi... suo buon padre, - voi P accusate!
Mon. Perchè difendere - non la poss'io?,.»
Mìe. Chi io potrebbe - meglio di voi ?
Mon. (Oh rabbia!...) E come?...
Mie. Sì , amico mio ...
Voi ... voi .. sì... voi. • Tutto io già so.
Mon. (Cielo!...) Sapete...
Mie. Si. Tutto io sò.
Montali? ano ( a % ) Mìchelotto
(Il suo spavento, (11 suo spavento,
Il turbamento Jl turbamento
Celar quest'anima, La volpe vecchia
Calmar non sa. Celar non sa.
Ci vuol bravura , Da galeotto
Disinvoltura. A marinaro,
E poi mia vittima Amico caro ,
Colui cadrà.) Adesso andià. )
SECONDO 3^
Vostra figlia a nostra moglie
La sua storia ha già narralo.
La mia figlia a vostra moglie {ansio.
La sua storia ha già narrato ?
(Ah! eh' io son precipitato!)
(Ora un colpo già lo Soglie.')
E ( sforzandosi,
E... (contraffacendolo.
Tulio?...
Tutto.
(Ohimè )
( Va in sudore! ) Vi vieti male ? .
No ... Un vapore.
Già...
Sicché
Chiara ... ha detto ...
Mie* Tutto. 1
Mon. Tutto ? ,';„•
(Rovinato io sono allori )
mie, ( Molto forte quel vapor! )
Ha a tacer $* ostina ognóra
L* esecrabile assassino
Mon. A tacer s* ostina ognora
L' esecrabile a*sasbiuo V
( \ h ! respiro dunque ancora !...)•
Mie. (Torna a fare il bei hocchi no !)
Mon. Sicché dunque ... amico caio
Mtc, Sicché «t&hque io vi d ehiaro\..
Che se i tu caso di tal J&pto
SJ ammettessero i s.o spelli ,
A* giurar io sa r#i iJ|:on io C .
Mon. Cosa ? .. * ,
Mie. Che ... \ /'
fflom , Cositi*.. »
Mìe. Che vòfv# ;
Voi , pit? eh* altri , conoscete
L1 innocenza di quel cor.
Mon. Miserabile impostore ! - ( con furore.
Mie. Quanto e ddo !».. - ehi, ehi , Signore I
Mbn-. 5ai ia forza tu di questa
m
Mio.
Mon>
Sion.
Mie,
Calunniosa imputazione T
Meno furia ! So ... e non so.
So eh1 è forza d1 opinione :
E ad un9 caso parlerò.
La saluto. (per porti re.
Resta qua (prende Mie. , poi gU
presenta un pugnak.
(a 2)
Vedi tu questo pugnale ?
Se ti fugge una parola ,
Ch* esser possa a me fatale
Di si perfido sospetto;
lo lo pianto nel tuo petto !
Se tu parli tu sei morto !
Montalban ti svenerà.
Caro amico, siamo intesi:
Montalban tien bene in mente ,
Poi staremo allegramente::
Già tu ben mi servirai ...
Beo da bere ci sarà.
Ria se parli , tu sei morto ;
Moatalban ti svenerà
La saluto. ( contraffacendolo*
Resti qua. (prende Mon. f poi cava
due pistole, e gliele presenta alia faccia.
Vedi tu questa pistola
Caricata a doppia palla
Questa poi, se V altra falla?
Galantuom , V ho conosciuto ,
E mi sono provveduto !
Se ti muovi, tu sei morto ^
L* uoa o l'altra colpirà
Mio Signore, siamo intesi ^
L*)ichelo£to tenga a meute
A dispetto de' birbanti N
S' ha da stare allegra niente
Ben da bere ci sarà !
Se ti muovi , tu sei morto
V ima o T altra colpirà
fremente Mìe lo
( Mon- parie
svgue ridendo
SECONDO 3j
SCENA IX.
Atrio nel castello.
Cavalieri, Dame da varj lati, indi Chiara, Eufemia,
Rosenberg f Valmore , Mìchelotlo > Marcella ,
poi Montalbano.
Coro ▼ ieni f o Chiara ; ornai secura .
E dal seno sgombra ornai
Quell'ambascia , quel timor.
Qui pietose a tua sciagura
Tutte r alme troverai :
Per te palpita ogni cor !
Vieni : squarcia quel veìo d' orror*
li bell'astro d'innocenza
Per te splenda più vivace.
E la face si raccenda
Dell1 Imene e dell'Amor.
Val Chiara, tu ci svelasi? finalmente
Quella scena tremenda ... ed innocente..;
E con qual gioja , li crediam ! Ma devi,
Pel tuo, pel nostro onore,
Svelarmi 1* ucci sor del tìglio mio ...
Tu lo vedesti. (Moft. comparisce.
Chi { Oh Dio t )
Fai. Chiara, se m'ami»..
Euf. Se felice mi brami
Mar. Per la vostra Marcella *.
Ros. Se V è caro l'onore ...
Chi,, E se m'amate..
Oh! per pietà cessate d'assalire
Cosi un povero cor.
M/c. (marcato) Dunque., scusale y
Ha dritti molto sacri
Su quel povero core
Quest' infame assassin, perchè soffrire
Voi possiate cosV ?
Mon. (con mistero) Su, figlia, ardire...
Palesa l'uccisore ch'egli spiri
Fra i più atroci martiri.
38 ATTO
Tu , allor felice » udir tu non potrai
Quel misero... spirando..» io suo furore
Te maledir.
Chi. )con ràccap.) No ... no .. gran Dio I Che orrotel
Val. Montalban ! ...
Mie. Quest' è troppo! ( non contenendosi.
10 scoppio se non parlo.
Mo/?. Che osi lu! { feto.
Chi. ( agitala ) Michel otto ! « .
Mie Non è più tempo.
Euf. Ebbeu! ..."
fi os. Sqqiù ,
Val. Conosci
T kj quel in ostro ina n i ano ?
Mie incoio. , , [ "&t#*ì
Tutù JHqutalbano! ' (sorpresi] colpiti*
Vai. Suo padre I
Moti. (Jureate) Vii calunnia !
Euf. £ saria vero?
Mie. Perchè appunto è suo padre ella ha taciuto;
E per salvar il padre ella s' espose
Ali infamia, alla morte.
Val. ( con trasporto) Oh, la mia Chiara t
Ros. Qua! luce la mia mente ora rischiara?
Chi. Non è ver nego tutto I ingiustamente
11 mio padre accusa , egli è innocente.
hìo buon padre, venite,
li dai calunnia tof1 meco fuggite»
Vi consoli amor di figlia :
Cerche rem lontane arene ,
E là tregua a nostre pene
Accordare il Ciel vorrà.
Lascio... tutto! - A tutu addio
Ah! di Chiara la memoria (a tutti, e ai-
Non odiate... pei* pietà», restando lo sguardo
Tutti Ah I di Chiara • sempre cara su Fai,
La memoria a noi sarà.
Val Chiara?.. { trattene nd 'ola.
Man. Vieni
Ilos (deliberato) V'arrestate!.
SECONDO 39
Vedo già, celeste figlia, (a Chi, con (enerezza.
La virtù che ti consiglia.
Resta, o Chiara ... {la prende per mano,
(con fremito mal celato ) Che fàrresie
Jlosenberg ! I dritti miei..
Per aie cura voi n'aveste, {dignitoso.
Li ripiglio ora su lei ,
Jo ... suo vero genitor. (t'abbraccia,
mio
Cieli O giojal Voi jj° padre !
Chi
Tutti
Mon. Oh furor !
énfi Me lieta madre 1
V al. Mar 4 ^1 , t r* - mia • 1
Uie. Chi] 0h cmiteulo! E ™ sua wadre!
Oh. Ah ! la figlia di voi degna ,
Si , stringete al vostro cor.
Ecco il perfido uccisori ( segnando Mon.
Tutti Alla morte il traditor.
Mie. Un capestro è poco ancor.
Mon. Dell'abisso ov'è l'orror? {parte condotto dalle
Fai. Chiara!.» il tuo perdono... il cor!-, guardie.
Chi. Ah ! - sento di rinascere
In questo bel momento.
Qual sogno di tormento
, Svanito è il mio penai !
Fra dolci e cari affetti,
Fra teneri diletti ,
Io torno di contento,
D'amore a palpitar.
Tutti Ritorna di contento,
D'amore a palpitar.
FINE.